Cantieri – Chopi Chopi, un varo eccezionale

Chopi Chopi, CRN 80 metri sullo scalo di Ancona prima del varo

Il 12 gennaio sono stato al varo del CRN Chopi Chopi, di vari ne ho visti diversi. Come questo mai.

Perché?

A parte le dimensioni della nave, che con i suoi 80 metri fuori tutto è la più grande mai costruita dal Gruppo Ferretti e in ogni caso una delle navi da diporto più grandi costruite in Italia. La cerimonia è stata toccante sotto diversi aspetti: intanto per la folla di anconetani che si sono presentati in banchina, più di 3000 con passeggini, palloncini e bandierine, a

La conferenza stampa: da sinistra, Gianni Zuccon, Lamberto Tacoli, Tan Xuguang, Ferruccio Rossi e Laura Sessa Romboli

testimonianza che la nautica è un motivo di orgoglio nazionale. La sensazione tra i presenti, compreso il sottoscritto, è che in quella nave ci fosse qualcosa di tutti noi. Paradossalmente, sabato mi sono sentito anche io anconetano.

Le majorette e la banda di Ancona tra la folla presente al varo

A tratti la giornata lasciava spazio a squarci degni della migliore tradizione neorealista, con tanto di banda (del Corpo Bandistico Castelferretti di Città di Falconara Marittima) e sfilata di bravissime e stoiche majorette alternata all’ingombrante ma silenziosa presenza della nuova proprietà cinese che è arrivata in cantiere a bordo di una lunga teoria di Mercedes-Benz dai vetri oscurati che dal neorealismo italiano, invece, ha riportato la scena al set di un film (qualsiasi) di Brian de Palma.

In ogni caso: la costruzione di Chopi Chopi, dal foglio bianco al Pommery sul bulbo è durata 4 anni di lavoro e qualcosa come 660.000 ore di manodopera. Tra il management del cantiere è stato sottolineato più volte come essa sia stata muta spettatrice del difficilissimo periodo e che, allo stesso tempo, sia stata anche capace di traghettare il

Il menù italo-cinese

cantiere anconetano in acque più tranquille, quelle in cui si trova ora, con un orizzonte confortato da un consistente portafoglio di ordini. Insomma, un simbolo. E’ stato anche evidente il sollievo silenzioso di molti nel vederla scivolare sullo scalo verso il suo ambiente naturale, accolta dalle sirene delle altre imbarcazioni e sulle note di un tenore che ha enfatizzato il pathos del momento riprendendo alcune delle arie pop più note di Andrea Boccelli.

In tutto questo, il presidente onorario Norberto Ferretti, si aggirava da solo tra la folla senza salire sul palco degli ospiti.

L’unica nota un po’ stonata in una giornata perfetta, è stata la lunga processione di discorsi di rito che, complice la doverosa traduzione dal cinese, in italiano e inglese, ha costretto un po’ tutti all’immobilità forzata – soprattutto le majorette – in una giornata piuttosto frizzantina benchè illuminata da un bel sole invernale. Gli interventi sono stati iniziati dal presidente della Regione Marche Spacca, che ha anche ipotizzato un gemellaggio tra la città di Ancona e la provincia di Shandong in Cina (Davide e Golia…) e auspicato senza tanti giri di parole che la produzione di simili gioielli resti in Italia. Piuttosto brevi gli interventi del Presidente Tan Xuguang e dell’ambasciatore Cinese in Italia e chiusi

Tutto pronto, tra pochi istanti la bottiglia andrà a infrangersi sul bulbo di Chopi Chopi.

dal Presidente di CRN, Lamberto Tacoli, visibilmente emozionato per il 129mo scafo che lasciava lo scalo anconetano. Durante il suo discorso ha tenuto a ringraziare la famiglia armatrice della nave, il cui patriarca è il fratello del premier libanese Mikati e che si è presentata alla cerimonia al gran completo.

Almeno tre generazioni infatti sono salite sul piccolo palco allestito per il lancio della bottiglia colorando e ‘sdrammatizzando’ l’atmosfera quasi come se si fosse al varo di un Bavaria di 12 metri e non di un traghetto privato di acciaio e alluminio del valore di 80 milioni di euro.

A seguire, un pranzo di gala per oltre 700 persone, con menu scritto in italiano e in Cinese e I piatti che si alternavano tra la tradizione locale e la cucina libanese. Unici assenti dalla lista, ma ben presenti nella mente di tutti: gli involtini primavera.

Chopi Chopi ha lasciato lo scalo

In conclusione, una bellissima giornata di festa e di ‘orgoglio nazionale’, in cui nulla è stato lasciato al caso. Persino il meteo, mentre la sera precedente infuriava una buriana di vento e pioggia, è stato clemente aprendo a una giornata di rara mitezza. Chopi Chopi è davvero una nave eccezionale. Frutto dell’ingegno di molti, tra cui l’Arch Zuccon per gli esterni e l’architetto Laura Sessa Romboli per gli interni.

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