Persone – Carlo Croce al vertice della vela mondiale. Il windsurf ritorna alle Olimpiadi

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Il 10 novembre scorso al Royal Marine Hotel di Dun Laoghaire, in Irlanda, durante l’Assemblea Generale dell’ISAF Annual Conference Carlo Croce, attuale Presidente della FIV, è stato eletto Presidente dell’International Sailing Federation per il quadriennio 2013-2016. Eletti anche i 7 Vice-Presidenti. Nel pomeriggio ribaltata poi la decisione di Stresa: il windsurf sarà presente alle Olimpiadi di Rio 2016.

In Assemblea Generale presenti 106 nazioni con 114 votanti incluso il Presidente e i Vicepresidenti attuali. Sua Maestà Re Costantino di Grecia ha presieduto al voto in qualità di Chairman dell’ Election Committee. Il Vietnam ed il Kosovo sono entrate a far parte della famiglia dei Member National Authorities ISAF. Alle 18 ore italiane sono iniziate le votazioni per il Presidente e Vice-Presidenti. Candidati alla Presidenza Carlo Croce (ITA), David Kellett (AUS), Eric Tulla (PUR). Non avendo raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno si è proceduto al ballottaggio tra Carlo Croce e il portoricano Eric Tulla. La vittoria è andata a Carlo Croce che presiederà la federazione velica mondiale per il prossimo quadriennio olimpico.

Eletti anche i sette Vice-Presidenti: Quanhai Li (CHN), Chris Atkins (GBR), Gary Jobson (USA), Scott Perry (URU), George Andreadis (GRE), Adrienne Greenwood (NZL) e Nazli Imre (TUR).

Prima delle votazioni l’italiano Alberto Predieri aveva ritirato la sua candidatura all’ufficio di Vice-Presidenza.

Nel tardo pomeriggio come detto, l’Assemblea Generale aveva deliberato il reintegro della classe RS:X come disciplina olimpica per Rio 2016 al posto del Kitesurf, ribaltando la decisione di Stresa nel maggio 2012 e quella del Consiglio ISAF di ieri di non riaprire la pratica. Questa la dichiarazione di Alessandra Sensini in merito alla presenza dell’RS:X a Rio: “Sono felice che il windsurf abbia riottenuto il suo posto alle Olimpiadi, ma non mi sento di festeggiare. La battaglia fra kite e windsurf non è una battaglia che abbiamo voluto né dall’una né dall’altra parte. Per questo non mi sento di festeggiare: fino in fondo eravamo seduti uno accanto all’altro, facciamo parte della stessa famiglia e anche il Kite ha le carte in regola per essere presente alle Olimpiadi con una medaglia. Al MidYear meeting era stata una votazione vicinissima e nel frattempo si è capito che non erano state raccolte tutte le informazioni utili. Molte nazioni hanno chiesto di riaprire la pratica e al Council hanno votato a favore ben 28 MNAs: certo non era stato raggiunto il 75% ma la maggioranza sì (51,3%). Il Kite ha fatto veramente grandi passi avanti e insieme dobbiamo essere presenti alle Olimpiadi del 2020.”

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