CMC: la partnership come punto di forza

CMC Marine – Febbraio 2015

21-300x259CMC Marine è nata quasi 10 anni fa dall’iniziativa e dall’esperienza pluridecennale maturata dai due soci e compagni d’Università, l’Ing. Caggiano e l’Ing. Cappiello. Il nome stesso di CMC deriva dalle iniziali dei due titolari, con la lettera M nel mezzo a indicare il Mare.

L’azienda si è mossa fin dalla nascita con una strategia ben definita scandita da piani a cadenza triennale: il primo triennio è stato improntato alle attività d’ingegneria, seguendo l’intuizione di utilizzare le tecnologie già ampiamente consolidate in ambito industriale e adeguandole, al contempo, alle applicazioni di tipo marino; il secondo triennio è stato dedicato al percorso di ottenimento del brevetto, alla realizzazione dei prototipi e alle installazioni vere e proprie sulle imbarcazioni; il terzo triennio, infine, ha portato alla costituzione di importanti alleanze, sviluppate in modo tutt’altro che casuale e orientate, da una parte, all’espansione su nuovi mercati e dall’altra alla creazione di una rete di assistenza veramente worldwide, in grado di rispondere con prontezza e professionalità alle esigenze delle imbarcazioni in navigazione.

I pionieri dell’innovazione

Mentre i primi anni di vita dell’azienda sono stati improntati allo sviluppo e al consolidamento del prodotto, basato su componenti di tipo elettrico e non più idraulico, la credibilità sul mercato è stata ottenuta da CMC Marine attraverso lo sviluppo e l’installazione di prodotti anche idraulici. Questo approccio ha reso credibile l’azienda sul mercato prima come produttore di componenti per la nautica basati su tecnologie idrauliche, per passare successivamente, quando il prodotto elettrico era ormai messo a punto, a installazioni di tipo puramente elettrico. «Una volta che i Cantieri hanno riconosciuto la credibilità dei sistemi idraulici di CMC Marine abbiamo iniziato a proporre anche i sistemi elettrici, acquisendo nuove commesse e collaborando con clienti prestigiosi come San Lorenzo, Benetti, ISA Yachts, Azimut, Tecnomar, Rossinavi, Baglietto, Palumbo, Apremare», ci rivela l’Ing. Caggiano. Per compiere il percorso legato all’innovazione, l’affidabilità del prodotto ha avuto un ruolo chiave nel successo di CMC Marine, affidabilità garantita attraverso partnership con i leader dei rispettivi settori di mercato, come nel caso di Mitsubishi Electric Europe per l’elettronica di controllo, di Wittenstein ag per i sistemi meccanici di trasmissione di precisione e di Danfoss per i sistemi di gestione elettrica di bord. Le partnership con queste aziende che hanno rappresentanze in tutto il mondo vanno a coprire elementi specifici, come nel caso degli inverter per i thruster e i filtri per limitare le correnti parassite con Danfoss, dell’elettronica con Mitsubishi e della meccanica con Wittenstein. Il ruolo che CMC riveste in queste partnership d’eccezione è quello di Marine System Integrator con l’obiettivo ben preciso di riportare in ambito navale, adeguandole alle esigenze specifiche del cliente, le tecnologie già ampiamente consolidate nel settore industriale. L’affidabilità intrinseca di prodotti che sono impiegati in ambito industriale, in milioni di applicazioni e che lavorano a ciclo continuo, offre infatti all’Armatore la sicurezza di avere a bordo un componente ampiamente testato e con tecnologia elettrica più che consolidata, oltre a rappresentare benefici in termini di performance, di semplicità del sistema, di una drastica riduzione dei componenti rispetto a quelli tradizionalmente utilizzati nei sistemi idraulici e di una minore necessità di interventi manutentivi. Quando chiediamo all’Ing. Caggiano quale sia il ruolo di CMC Marine nella partnership con i colossi industriali che hanno apprezzato e visto una preziosa opportunità in questa collaborazione, la risposta è immediata: «CMC opera come integratore di sistema, progettista, sviluppatore e specialista del settore marino, con l’obiettivo di riportare in ambito navale le tecnologie già applicate in ambito industriale nei diversi settori come quello automotive o della meccatronica. I partner vedono in noi un laboratorio avanzato che fornisce un feedback su applicazioni estreme come quelle marine. Le Partnership si attuano attraverso tre differenti livelli di lavoro: un’attività continua e organizzata di R&D, un secondo livello di Produzione con un confronto costante tra i propri ingegneri e quelli dei gruppi partner per le verifiche applicative, e infine a livello di Service con un’attività continuativa di training della rete che fornisce un feedback essenziale sui componenti del sistema nel periodo di utilizzo a bordo e in garanzia.» Il percorso strategico dell’azienda, che con il 2015 compirà i suoi primi dieci anni di vita, continua nell’innovazione con un’ulteriore sfida che prevede nel prossimo anno lo sviluppo e la realizzazione di un sistema di bordo completamente integrato in grado di gestire, attraverso un unico processore e un unico software, il sistema di timoni, di bow thruster e stern thruster e gli stabilizzatori in modo tale da ottimizzare sempre di più le performance e il comfort di bordo sia in navigazione che in manovra. La ricerca di CMC Marine si concentra quindi sullo sviluppo e sull’implementazione di tre prodotti che dialogano tra loro: il sistema di stabilizzazione, coperto da brevetto internazionale, denominato SE Stabilis Electra, i thruster ad attuazione elettrica Dualis Electra e la nuova timoneria elettrica Directa Electra. Ai tre sistemi si aggiunge il sistema di controllo Dialog, brevettato anch’esso, sviluppato per permettere l’integrazione dei tre prodotti in un unico sistema integrato di stabilizzazione, comando e controllo dell’imbarcazione. Una delle peculiarità è quella di consentire la trasmissione in tempo reale e in remoto dei dati provenienti dai sistemi CMC installati a bordo con la possibilità di monitoraggio delle performance e delle eventuali anomalie di funzionamento.

L’Internazionalizzazione

Il progetto d’internazionalizzazione avviato negli ultimi anni da CMC Marine è anch’esso parte integrante della strategia aziendale. In particolare, la necessità di fornire assistenza ai propri clienti su imbarcazioni naviganti in tutto il mondo, ha determinato la nascita di partnership con centri di service sparsi ovunque e in grado di intervenire direttamente sui sistemi CMC. L’impostazione per questo tipo di partnership è stata quella di favorire, mantenendo sempre il controllo e la supervisione del service sui propri sistemi, le sinergie tra i centri di service, rigorosamente selezionati, e i punti di assistenza dei partner con i quali CMC ha sviluppato e integrato il proprio prodotto. Questo tipo di approccio, volto a favorire l’interazione e il dialogo, portato avanti grazie alla realizzazione di corsi specifici che l’azienda organizza periodicamente per formare tutti i partner e i centri di assistenza sui propri sistemi, ha permesso la creazione di una rete veramente capillare di service in tutto il mondo, in grado di intervenire e di fornire assistenza in modo preciso e puntuale. Uno degli ultimi incontri nei quali si sono ritrovati tutti i partner coinvolti e nella quale era ben visibile l’affiatamento che si è venuto a creare negli ultimi anni è stato in occasione del METS 2014. «Se da una parte le partnership con i centri di service rappresentano lo strumento attraverso il quale fornire assistenza ai propri clienti in tutto il mondo, dall’altra queste sinergie sono un’opportunità unica per sviluppare nuovi mercati e acquisire una clientela sempre più vasta. Questa strategia ci ha portato ad ampliare il nostro portfolio clienti e a iniziare a fornire anche Cantieri leader fuori dall’Italia, Sunseeker e Moonen tra tutti. È questo il senso delle alleanze create con i centri di service nei Caraibi, in Croazia, alle Baleari, in Gran Bretagna e in Turchia, con la copertura a breve di ulteriori due aree: Hong Kong e Dubai», afferma l’Ing. Caggiano. Il mercato della nautica pur presentando numeri più piccoli rispetto a quelli di altri settori come l’automotive o l’automazione industriale – ulteriore sfida per CMC Marine che è riuscita a convincere aziende leader nell’automazione industriale, abituate a gestire volumi elevati, ad avviare partnership nel settore marino dai numeri più contenuti – è molto vario ed eterogeneo: mentre il refit, infatti, è sparso in tutto il mondo con numeri notevolmente superiori rispetto alle nuove costruzioni che invece sono, per il 75%, in mano al 10% dei Cantieri. Questo significa che mentre il nuovo è gestito da un numero relativamente esiguo di Cantieri, principalmente ubicati in Europa, il refit è invece un business potenzialmente sparso in tutto il mondo: una sfida nella sfida.

Il valore del brevetto e il cambiamento del mercato

Quando chiediamo all’Ing. Caggiano quale sia il valore aggiunto dei sistemi di bordo elettrici rispetto a quelli tradizionali, la risposta porta a considerazioni molteplici: «I sistemi elettrici presentano un numero ridotto di componenti rispetto ai quelli idraulici, oltre a funzionare in modo più diretto e senza la necessità di una manutenzione eccessiva. A questo si aggiungono ingombri minori e la possibilità di un refit più semplice dei sistemi. La scelta del sistema elettrico, che per CMC ha rappresentato il futuro fin dall’inizio del percorso aziendale, è stata confermata anche recentemente da come si è mosso il mercato: la reazione dei nostri competitors, dopo che il nostro sistema era pronto e messo a punto, ha rappresentato la conferma della scelta che abbiamo fatto diversi anni fa. All’iniziale scetticismo è subentrata poi una fase di contrasto più diretto, sia per mezzo di attacchi alla validità del brevetto, tutti sinora rigettati, sia attraverso l’introduzione sul mercato di soluzioni «elettriche» basate però su soluzioni marginali, già scartate da CMC nella fase di sviluppo del progetto. Nella valutazione di un sistema di stabilizzazione di bordo le considerazioni da fare e la varietà dell’offerta portano a una distinzione ben precisa tra i sistemi puramente elettrici e i sistemi che, pur essendo azionati per esempio da pistoni elettrici, mantengono comunque sempre gli stessi componenti meccanici dei sistemi tradizionali proposti sul mercato fino a pochissimo tempo fa. Il sistema sviluppato da CMC Marine che ha vinto il Dame Award nel 2011, oltre a essere coperto da brevetto sia per quanto riguarda l’hardware che per il software di gestione, è stato sviluppato in modo tale da fornire delle reali garanzie sulle performance finali: una delle prime attività svolte all’interno dell’azienda è stata quella di realizzare un software che fosse in grado di monitorare e gestire il comportamento del sistema a bordo; nelle offerte che presentiamo ai Cantieri, inoltre, è sempre presente la previsione di comportamento, identificata attraverso alcuni parametri chiave, come per esempio la percentuale di smorzamento. Questo perché, utilizzando sistemi elettrici, non ha senso paragonare le proposte in base alla superficie delle pale o ai Kilowatt, ma servono degli indici di prestazione ben definiti. Rispetto ai sistemi tradizionali, i sistemi elettrici di CMC Marine hanno un’efficienza molto elevata che si traduce in una minore richiesta di potenza, una maggiore velocità e una minore superficie delle pale. I parametri di valutazione dei sistemi di stabilizzazione sono quindi cambiati rispetto a quelli considerati qualche anno fa per i sistemi tradizionali».

NauTech Febbraio 2015 – QUI IL PDF CON TUTTE LE IMMAGINI

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